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Il processo di riciclo dei RAEE

Al termine del loro viaggio dai Centri di Raccolta agli impianti di trattamento, i RAEE iniziano un processo di riciclo basato su rigidi standard qualitativi e ambientali.

I vecchi elettrodomestici vengono stoccati in ambienti protetti e “messi in sicurezza” attraverso la rimozione delle componenti pericolose per l’ambiente presenti al loro interno.

Per gli apparecchi della categoria “freddo”, come frigoriferi e congelatori, queste sono costituite principalmente dai gas ozono lesivi (CFC e HCFC) contenuti nei circuiti refrigeranti e nelle schiume isolanti degli apparecchi di vecchia generazione.

La messa in sicurezza in questo caso avviene attraverso due fasi:

  • estrazione degli oli e dei gas CFC/HCFC dal circuito di raffreddamento;
  • smontaggio del compressore dalla carcassa dell’elettrodomestico.

Solo dopo questa prima fase di bonifica si procede con la triturazione del RAEE, che avviene in ambiente ermetico per evitare la dispersione in atmosfera dei gas ozono lesivi contenuti nelle schiume isolanti.

Per gli altri grandi elettrodomestici “non freddo” (lavatrici, lavastoviglie, cappe, etc.), invece, il processo di riciclo è meno articolato. L’assenza di gas al loro interno, permette a questi apparecchi di essere avviati alla triturazione anche in ambiente non ermetico, procedendo esclusivamente alla rimozione manuale delle componenti pericolose (come interruttori e condensatori) e dell’eventuale contrappeso di cemento.

L’output del processo di frantumazione, comune a entrambi i raggruppamenti gestiti da Ecodom, è la fase finale del riciclo e consiste nel recupero dei materiali che compongono gli elettrodomestici (ferro, rame, alluminio e plastica) e nello smaltimento delle componenti non riutilizzabili (poliuretano).



 
 
 

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