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Metodologia e perimetro di rendicontazione

Scopo del Rapporto di Sostenibilità 2009 è rendicontare i processi, le attività e i risultati conseguiti da Ecodom, al secondo anno di operatività, nel perseguire la propria mission - “coniugare l’eccellenza nella tutela dell’ambiente con l’efficienza nei processi di trattamento dei RAEE” - nell’interesse della collettività, su tutto il territorio nazionale.

Il presente Rapporto di Sostenibilità è stato compilato nel rispetto dei principi contenuti nelle linee guida della Global Reporting Iniziative (GRI), nella versione più recente comunemente nota come G3, anche se per rappresentare correttamente ed esaustivamente gli impatti sociali, ambientali ed economici generati da Ecodom non si è ritenuto opportuno seguire pedissequamente tutti gli indicatori ivi previsti.
La natura giuridica consortile di Ecodom e la sua stessa mission impongono infatti un adat­tamento delle linee guida G3, per una serie di aspetti di seguito illustrati e motivati. La decisione di seguire, nei principi generali e negli indicatori di performance, le linee guida G3 è peraltro dovuta alla volontà di fornire un documento il più possibile confrontabile con pubblicazioni analoghe, salvaguardandone la scientificità, e conservare una modalità di raccolta e analisi dei dati coerente e facilmente aggiornabile annualmente.
In particolare, non sono stati considerati gli indicatori relativi ai diritti umani in quanto Ecodom opera esclusivamente sul territorio nazionale e tali diritti sono garantiti dalla legge italiana.
Gli indicatori relativi alla responsabilità di prodotto - riguardanti per esempio marketing o privacy - sono stati omessi in considerazione del fatto che il Consorzio non produce beni e il servizio reso non è direttamente rivolto al grande pubblico.

Si è invece dato ampio spazio agli indicatori ambientali perché rappresentano fattori valu­tativi decisivi nella rendicontazione dell’attività del Consorzio. In particolare, gli impatti am­bientali sono stati descritti e rappresentati secondo il modello DPSIR (Determinanti - Pressioni - Stato - Impatto - Risposta), comunemente utilizzato in ambito internazionale e comunitario per l’analisi dell’impatto delle attività dell’uomo sull’ambiente e per l’identificazione delle azioni necessarie per ottimizzare la tutela.
L’impatto ambientale è presentato sia come impatto relativo alle attività della sede di Eco­dom che come impatto indotto dall’attività del Consorzio sulla filiera. Tutti i dati di questo rapporto riguardano esclusivamente le attività di Ecodom, sia quelle svolte presso la sede sia quelle effettuate dai fornitori di logistica e trattamento dei RAEE dei Raggruppamenti R1 e R2 con i quali Ecodom intrattiene rapporti contrattuali (come meglio si vedrà nei capitoli 1 e 3). Non è invece oggetto del presente rapporto la gestione dei RAEE del Raggruppamento R4, che Ecodom affida a un altro Consorzio (come meglio si vedrà nel capitolo 2).

Nell’Appendice sono riportate, inoltre, le tabelle di raccordo fra gli indicatori (evidenziati anche nel testo del Rapporto con la rispettiva sigla) selezionati per rappresentare e rendi­contare l’attività di Ecodom nell’anno 2009 e quelli proposti dalle linee guida G3, e una sorta di “executive summary” con i dati di sintesi degli indicatori di sostenibilità ambientali, economici, sociali.
Una maggiore aderenza alle linee guida G3 rispetto al Rapporto di Sostenibilità 2008, motivata anche dall’evolversi dell’attività del Consorzio rispetto al primo anno di operativi­tà, ha comportato l’introduzione di alcuni indicatori e l’esclusione di altri. Tuttavia, laddove possibile, i dati sono sempre confrontati con quelli relativi al 2008, per facilitare l’analisi dell’andamento dei risultati.
Il presente documento è stato infine redatto avvalendosi anche del contributo di stakeholder particolarmente rilevanti per il Consorzio: in primis i dipendenti e i fornitori dei servizi di trattamento, utilizzando due differenti format d’intervista.
Le interviste ai dipendenti hanno coinvolto l’intero organico, per tutte le funzioni e livelli, e sono state realizzate principalmente in presenza, secondo una modalità semi-strutturata, valorizzando le percezioni e considerazioni degli intervistati rispetto all’ambiente e al clima di lavoro, alla crescita professionale e personale, nonché alle pari opportunità.
Le interviste ai fornitori di trattamento, invece, sono state effettuate in modalità strutturata e per lo più telefonicamente (solo in quattro casi per posta elettronica). Sono stati interpellati dieci fornitori (su un totale di ventotto), che hanno fornito indicazioni importanti sia relati­vamente all’impatto avuto dalla prima edizione del Rapporto di Sostenibilità (2008) sia ai rapporti con il Consorzio. Fra i quesiti proposti è stato dato particolare rilievo alle procedure di selezione, all’attività di auditing e all’adozione nel 2009 da parte di Ecodom di un inno­vativo sistema di “indicizzazione” che lega il prezzo di trattamento dei RAEE, riconosciuto ai propri fornitori, al valore di mercato delle materie prime seconde recuperate, evitando così una loro eccessiva penalizzazione in caso di un calo del valore delle medesime, e tutelando conseguentemente le performance ambientali.

I risultati dell’attività di ascolto sono stati presentati agli organi di Direzione di Ecodom e considerati sia nell’elaborazione di questo Rapporto sia nella definizione dei nuovi obiettivi e impegni futuri del Consorzio.

I dati necessari alla compilazione del presente Rapporto di Sostenibilità sono stati raccolti at­traverso schede di compilazione inviate ai manager delle singole unità operative di Ecodom - Operations, Finance e IT - o desunti, laddove possibile e coerente con le informazioni richieste dai G3, dalle seguenti fonti:


  • dai sistemi informativi di gestione della filiera amministrata dal Consorzio;
  • dal Bilancio Civilistico di Ecodom;
  • dalla letteratura di settore e dai materiali pubblicati da Istituzioni nazionali, quali il Centro di Coordinamento RAEE.
 
 
 

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