Lettera agli stakeholder
I tempi cambiano, gli impegni presi restano. Il 2009 si è chiuso confermandoci nella direzione intrapresa e lasciandoci in “eredità” una maggiore consapevolezza sugli obiettivi da perseguire.
L’anno scorso, presentandone la prima edizione, abbiamo definito il Rapporto di Sostenibilità di Ecodom un impegno da rinnovare annualmente, assumendoci la sfida del suo perfezionamento. L’edizione 2009 si caratterizza per una maggiore aderenza agli standard internazionali di riferimento, le linee guida della Global Reporting Iniziative (GRI), e quindi per un aumento degli indicatori di performance considerati. Questo non per rispettare acriticamente l’ortodossia di un modello, ma per valorizzarne pienamente il rigore scientifico nella descrizione di tutti gli impatti, anche sociali, e soprattutto per allinearci ai criteri di misurabilità adottati a livello internazionale e renderci così confrontabili con le realtà più virtuose del settore.
La sostenibilità ambientale per Ecodom non è soltanto la consapevolezza – ormai diffusa tra imprese e istituzioni, cittadini e associazioni – che è l’oggi a decidere il domani, ma la ragione stessa della sua esistenza. Siamo un Consorzio nato da una dichiarazione di Responsabilità, quella dei Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, chiamati nel 2005 dalla normativa a gestire il processo di trattamento dei RAEE, a tutela dell’ambiente.
Il known how maturato prima negli anni di avvio (2005 e 2007) e poi in quelli di piena operatività (in parte già il 2008 e soprattutto il 2009) – cioè la messa a punto di strategie e procedure con uno spirito e un entusiasmo da “apripista” nel contesto di una normativa in evoluzione e di un settore per molti aspetti ancora inesplorato – ci rende consapevoli dell’apporto che possiamo dare all’intero Sistema, ma allo stesso tempo ancora più responsabili rispetto alle scelte future. Abbiamo il dovere, all’interno delle scelte che la Comunità Europea e il nostro Governo stanno facendo e vorranno fare, di offrire una riflessione lucida e ponderata, frutto del pensiero di chi misura ogni giorno gli “impatti” ambientali, economici e sociali legati al riciclo dei RAEE, e si pone standard di qualità sempre più elevati.
Una grande spinta ad affrontare il futuro con ancora maggiore determinazione ci viene anche da alcuni risultati raggiunti nel 2009: pensiamo ad esempio all’eccezionale crescita dei volumi di RAEE trattati; all’applicazione di una innovativa metodologia di audit per la verifica degli standard di qualità del trattamento; al’ideazione di meccanismi di compensazione sia ambientali che economici (indispensabili in una fase di perfezionamento della performance degli impianti di trattamento e in considerazione delle variabili del mercato del riciclo); al riscontro avuto dagli organismi di governo e dalle associazioni di settore.
Nel 2009 abbiamo anche voluto sperimentare forme alternative per comunicare le opportunità offerte da una corretta gestione dei RAEE, non solo agli addetti ai lavori ma alla collettività intera.
Abbiamo interpellato il mondo dell’arte, l’arte di svolta di Michelangelo Pistoletto, per la sua capacità di coniugare istanze etiche e sociali. L’arte non si esaurisce in un atto estetico, può innanzitutto offrire un nuovo punto di vista e contribuire così al bene comune.
Questo ci dice l’opera – I Temp(l)i cambiano – realizzata per noi da Pistoletto utilizzando i RAEE: con i RAEE si può costruire addirittura un tempio, un tempio al riciclo; un’opera d’arte che ci insegna che progresso e sostenibilità sono un binomio inscindibile.
Perché oggi progresso non è sinonimo di consumo ma di risparmio, riciclo, conservazione delle risorse naturali, tutela dell’ambiente.
Perché I Temp(l)i cambiano, gli impegni presi restano, gli obiettivi si fanno più elevati.
Piero Moscatelli
Presidente Ecodom