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la penna dell'ambiente - I rifiuti sono merci. Sì alla nuova merceologia dei raee.
FaberIl riciclo, la trasformazione di oggetti usati, "rifiutati", o di parti di essi, in nuovi prodotti utili e commercializzabili è la vera soluzione del problema rifiuti. Il riciclo comporta però l'impiego di tecnologie adeguate, conoscenze scientifiche e "merceologiche".

La merceologia è la disciplina che, con un approccio scientifico studia la trasformazione delle risorse naturali in merci, ma anche le conseguenze di tale processo produttivo sull’ambiente, i problemi legati all'inquinamento, alla quantità e qualità dei rifiuti generati, agli effetti del loro smaltimento e alle possibilità del riciclo, nonché le "convenienze" rispetto alla quantità di energia e di materia - vergine o riciclata - impiegata nel ciclo produttivo. Infatti, anche là dove il riciclo è relativamente semplice quando si tratta di ottenere nuove merci dalla carta, dal vetro, dalle lattine d'alluminio o ferro, e anche, in parte, da oggetti di plastica usati, l'operazione di riciclo è condizionata dalla tipologia di merce di partenza: per esempio da un chilo di carta straccia si ottiene meno di un chilo di carta riciclata, e la differenza è data dalla presenza di inchiostri, coloranti, additivi, ecc.

A maggior ragione il riciclo di materiali da “merci complesse” come frigoriferi o lavatrici, necessita di molteplici cautele. Nel caso dei frigoriferi in particolare, nel processo di trattamento è fondamentale la separazione e il recupero degli oli e dei gas ozono lesivi, al fine di ottenere materie prime seconde (ferro, alluminio, rame, plastica) da avviare al riciclo il più pure possibile.

Ciascuna frazione di materiale ottenuto potrebbe infatti essere "contaminata" da residui di gas o da altre materie; esistono norme tecniche che stabiliscono, per esempio, che in alcune applicazioni il ferro non deve contenere rame o alluminio in quantità superiore a certi limiti. Mentre esiste già una merceologia dei prodotti ottenuti dalle materie vergini, occorre sviluppare e diffondere una merceologia dei materiali riciclabili e riciclati. Esiste la necessità di metodi d'analisi affidabili e rapidi, da applicare durante le fasi di recupero dei materiali riciclabili; metodi specifici per ciascuna tipologia di materia prima seconda, per assicurare la massima qualità del prodotto ottenuto dai materiali riciclati. L'attività di controllo presso gli impianti di trattamento dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), per "certificare" la qualità del trattamento dei RAEE è una pratica innovativa e fondamentale e deve poter contare e beneficiare di tali contributi scientifici e prevedere tali analisi.

È auspicabile inoltre che nei corsi universitari di chimica si dedichi una sempre crescente attenzione alle analisi delle miscele di materie da riciclare, delle materie avviate al riciclo e dei prodotti riciclati, per almeno due motivi: i materiali (per esempio i metalli) presenti nei frigoriferi o nelle lavatrici costruiti venti anni fa sono diversi da quelli presenti negli stessi elettrodomestici costruiti dieci e cinque anni fa; e nessuno può sapere (probabilmente neanche i produttori con maggiore tradizione) quali leghe o materiali sono stati usati in ciascun prodotto. In secondo luogo sono in commercio in Italia e sono quindi avviati al riciclo anche elettrodomestici fabbricati all’estero con standard diversi da quelli adottati in passato in Italia.

È auspicabile che crescano i canali e gli strumenti d'informazione sulle opportunità e potenzialità offerte dall'uso delle materie prime seconde e delle merci riciclate, e che i molteplici settori del mondo del riciclo possano beneficiare delle nuove acquisizioni in ambito scientifico e delle nuove metodologie di analisi; per un riciclo sempre più efficiente e sempre meno impattante sull'ambiente.

Giorgio Nebbia
Professore emerito di Merceologia dell'Università di Bari.
Dottore honoris causa delle Università del Molise, di Bari e di Foggia.

 

 

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