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FOCUS - Parte l'audit 2009 agli impianti di trattamento

Da metà aprile Ecodom ha cominciato il ciclo di audit agli impianti di trattamento di RAEE del Raggruppamento R1, cioè frigoriferi, climatizzatori, condizionatori e scalda-acqua.
Per Ecodom la corretta gestione dei RAEE non è soltanto un obbligo di legge ma una mission da perseguire attraverso la costante misurazione dei risultati ottenuti, confrontati con le più virtuose performance europee (l'articolo di Primo Piano racconta l'audit presso un impianto a Baar Ebenhausen, in Germania, che vanta standard d'eccellenza).

In particolare, per i RAEE del Raggruppamento R1 l'obiettivo è l’intercettazione delle più alte percentuali di sostanze ozono-lesive (CFC e HCFC) dai circuiti refrigeranti e dalle schiume poliuretaniche.

La procedura di audit prevede infatti due fasi.
Nella prima si misurano le quantità di CFC e di olio recuperate dal circuito refrigerante. L'obiettivo in questa fase del trattamento è estrarre almeno il 90% della quantità di CFC dichiarata sulla targa matricola del frigorifero. Il frigorifero viene pesato prima e dopo il recupero dell'olio e dei gas, in modo da verificare anche eventuali perdite nel sistema di estrazione. Gli oli aspirati sono sottoposti ad analisi di laboratorio che rivelano le percentuali di gas ancora presenti: il gas residuo deve essere inferiore allo 0,2% in peso.

Nella seconda fase dell'audit si misurano sia la quantità di CFC estratto dalle schiume poliuretaniche, sia la percentuale di poliuretano residua nel ferro, nella plastica, nell'alluminio, ovvero nei materiali ricavati dalla triturazione delle carcasse, attraverso opportune analisi.

Ecodom ha dunque introdotto per la prima volta in Italia una procedura di audit assolutamente innovativa perché verifica le quantità di gas ozono lesive catturate durante tutte le fasi del trattamento, e non solo le quantità di CFC in uscita dai camini. Questa procedura è stata sviluppata dal WEEE Forum in collaborazione con CECED Europa e con EERA, la principale associazione delle imprese di trattamento, e rappresenta pertanto uno standard europeo.
L'audit del 2008 ha stabilito gli obiettivi qualitativi per l’anno 2009. L’obiettivo minimo è il raggiungimento del risultato ottenuto nel 2008 dal migliore impianto, e cioè il recupero di 40 grammi di CFC per kilogrammo di poliuretano. Per il 2010, invece, l'obiettivo sarà il recupero di almeno 60 g CFC/Kg di poliuretano, risultato raggiunto su frigoriferi italiani dall'impianto tedesco sottoposto a audit da Ecodom.
(In Primo piano l'audit di Ecodom in Germania)

 

 

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