Lo scorso 7 aprile, Ecodom, insieme ai consorzi Ecolamp e Re.Media, ha portato all’attenzione della Commissione Ambiente del Senato alcune questioni nodali per un funzionamento a pieno regime del sistema RAEE. Nonostante il bilancio positivo del primo anno di operatività (2008), infatti, non possono più ritardare i provvedimenti necessari per la piena attuazione della normativa.
In particolare Ecodom sollecita l'emanazione del decreto che prevede la semplificazione degli adempimenti per la raccolta e trasporto dei RAEE da parte dei distributori (i negozianti), consentendo il ritiro “uno contro uno" (il ritiro del vecchio elettrodomestico del cliente all'acquisto di uno nuovo).
Questo provvedimento potrebbe portare a un raddoppio delle quantità di RAEE raccolti e quindi al raggiungimento dell'obiettivo fissato dal D. Lgs. 151/05, ovvero i 4 Kg di RAEE all'anno per abitante. In Europa la media è di 7 Kg, mentre le nazioni più virtuose, come Svezia e Norvegia, ne raccolgono 14 Kg. Nel 2008 in Italia sono stati raccolti 2 Kg per abitante, per un totale di circa 120.000 tonnellate.
L’altro decreto che Ecodom sollecita è quello che stabilisce le tariffe per la copertura degli oneri relativi alle attività di monitoraggio del sistema RAEE, di quelli relativi all’istituzione del Registro dei Produttori e di quelli relativi al funzionamento dei Comitati di Vigilanza e Controllo e di Indirizzo. Le conseguenze della mancata emanazione di questo decreto sono non solo e non tanto che il Comitato di Vigilanza e Controllo non ha i fondi necessari per il suo funzionamento, ma soprattutto che al Registro dei Produttori non vengono apportate le modifiche necessarie per assicurarne un corretto funzionamento e che non sono ancora iniziati i controlli sui Produttori non iscritti al Registro. In questa fase di avvio del sistema è inoltre assolutamente necessario che il Comitato di Vigilanza e Controllo sia nel pieno delle sue funzionalità, legittimato ad operare, a rispondere alle richieste di chiarimento provenienti dai Produttori, dai Sistemi Collettivi, dal Centro di Coordinamento RAEE, ad emettere linee guida, ad avviare le azioni di miglioramento necessarie, ad ordinare controlli ed ispezioni.
Ecodom e gli altri consorzi presenti all’audizione hanno infine evidenziato l’opportunità di definire cosa debba essere un “Sistema Collettivo” – precisando almeno che i Sistemi Collettivi che si occupano della gestione dei RAEE domestici devono essere costituiti unicamente dai Produttori di AEE e/o dalle loro Associazioni – e di “rafforzare” l’obbligo che i Sistemi Collettivi facciano parte del Centro di Coordinamento RAEE e ne rispettino le regole, stabilendo sanzioni efficaci per gli inadempienti.
L’insieme di questi provvedimenti potrà consentire all'Italia di avvicinare gli standard europei, sia in termini di efficienza del sistema che di tutela ambientale. |