Riduzione dei consumi, risparmi energetici ed efficienza: il ruolo dei grandi elettrodomestici bianchi.
Intervista a Mario Gamberale, Amministratore Delegato di AzzeroCO2.
In questo numero di EcodomNews abbiamo visto quali vantaggi possa portare all’ambiente il corretto trattamento e riciclo degli elettrodomestici.
Ma il contributo dei grandi bianchi alla sostenibilità ambientale non parte solo dal loro recupero. Un’attenta progettazione e l’analisi del ciclo di vita delle varie tipologie di apparecchiature possono garantire risparmi energetici anche nella fase di maggiore consumo: l’utilizzo domestico.
Per capirne di più abbiamo intervistato Mario Gamberale, Amministratore Delegato di AzzeroCO2 ed esperto di efficienza energetica.
Ing. Gamberale, siamo di fronte a un nuovo paradigma industriale?
La necessità di ridurre il consumo delle risorse naturali, non solo dei combustibili fossili, è ormai una priorità riconosciuta dalla comunità scientifica internazionale. La pressione insostenibile sugli ecosistemi porta alla necessità di elaborare una nuova strategia basata su concetti quali la riduzione delle materie prime, il riciclo e il riuso delle materie seconde, la sostituzione di materiali e vettori esauribili con materiali e vettori rinnovabili e la riduzione delle applicazioni ad alto potere climalterante. Si tratta di priorità di cui la progettazione di ogni attività umana dovrebbe tenere conto.
Quale ruolo può giocare, in questo contesto, il settore degli elettrodomestici?
La ricerca sul bilancio energetico del processo di riciclo dei grandi elettrodomestici bianchi realizzata da Ecodom ha dimostrato che il corretto trattamento di un singolo frigorifero può evitare l’emissione in atmosfera di 1,5 tonnellate di gas serra.
È un dato molto importante, ma non dobbiamo dimenticare che gli elettrodomestici hanno un impatto ambientale anche durante la loro vita utile e, ancor prima, al momento della loro produzione. È un aspetto importante di cui occorre tenere conto anche in fase di progettazione.
In che modo?
Ad esempio avvalendosi dell’Analisi del Ciclo di Vita (LCA, Life Cycle Assessment), che, attraverso l’identificazione dell’energia, dei materiali usati e dei rifiuti rilasciati nell’ambiente, tiene in considerazione i carichi energetici ed ambientali relativi ad ogni singolo prodotto. I margini di ottimizzazione degli elettrodomestici, in questo senso, sono ampi. Basti pensare che ogni kilowattora risparmiato grazie alla sostituzione di un vecchio frigorifero con uno di classe di efficienza energetica elevata permette di tagliare circa 600 kg di CO2.
Un contributo notevole…
Esatto. Secondo recenti stime dell’International Energy Agency, l’efficienza energetica può contribuire al taglio di CO2, entro i prossimi 40 anni, in maniera maggiore delle fonti rinnovabili e del nucleare.
Cosa fare, dunque per migliorare l’efficienza dei nostri elettrodomestici lungo tutto il loro ciclo di vita?
Innanzi tutto è importante, come detto, pensare già in fase di progettazione ad apparecchiature più efficienti e i cui componenti siano facilmente riciclabili. È poi fondamentale che le scelte dei consumatori si orientino sempre di più verso prodotti ad alta efficienza energetica, certificati A+ o A++. Occorre guardare all’efficienza energetica come un’opzione imprescindibile, forse l’unica in grado di coniugare insieme vantaggi ambientali e risparmi economici.
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