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I RAEE in Europa, un confronto con i principali Sistemi Collettivi di Francia e Inghilterra.

Intervista doppia a Christian Brabant di Eco-systemes e Philip Morton di REPIC sullo stato dell’arte del Sistema RAEE in Francia e Regno Unito.

In Italia il Sistema di gestione dei RAEE è partito ufficialmente da 9 mesi, tra segnali incoraggianti (il ruolo attivo di Sistemi Collettivi e Comuni, i volumi di rifiuti avviati al riciclo) e lacune da colmare, come l’emanazione del Decreto di semplificazione che renderà possibile l’effettuazione dei ritiri “uno contro uno” da parte dei Distributori.

Ma non è solo il nostro Paese ad avere margini di miglioramento. Pur all’interno di contesti operativi diversi, infatti, non sono pochi i problemi che devono affrontare i nostri colleghi europei, dall’aumento della quota pro-capite di RAEE trattati, alla semplificazione dei meccanismi che regolano l’attività dei vari Sistemi Collettivi.

In attesa della riunione del WEEE Forum, l’organizzazione che raccoglie i principali Sistemi Collettivi europei, che si terrà a Roma il 25 e 26 settembre 2008, abbiamo cercato di capire qual è lo stato dell’arte nella gestione dei rifiuti elettrici ed elettroni oltre i nostri confini. Lo abbiamo fatto incontrando i responsabili di Eco-systemes e REPIC, i principali Sistemi Collettivi di Francia ed Inghilterra. Due Paesi che, rispettivamente, rappresentano in tema di gestione di rifiuti elettrici ed elettronici l’esempio più vicino e quello più lontano rispetto alla realtà italiana.

Eco-systemes è il più importante Sistema Collettivo francese, costituito nel 2005 da oltre 30 tra produttori e grandi distributori di apparecchiature elettriche ed elettroniche, che raccoglie oggi circa 1500 aziende. Operativo su tutte le tipologie di RAEE, ha come obiettivo di avviare al riciclo 200 mila tonnellate di rifiuti hi-tech nel 2008, con quote dell’85% per quanto riguarda i piccoli e grandi elettrodomestici e del 65% per l’elettronica di consumo.

Numeri analoghi anche per REPIC, il maggiore Sistema Collettivo inglese, che come Eco-systemes, è un sistema multifiliera, operativo su tutte le tipologie di rifiuti elettrici ed elettronici. Costituito nel 2004, conta 120 aziende aderenti in rappresentanza di oltre il 50% del mercato britannico delle AEE non professionali.

Abbiamo sentito Christian Brabant, direttore generale di Eco-systemes e Philip Morton, chief executive officer di REPIC.

Quando è ufficialmente partito il Sistema di gestione dei RAEE nei vostri Paesi? E quanti sistemi collettivi vi operano?

Brabant. La Francia è stato uno dei primi Paesi europei a recepire a novembre 2006 la Direttiva UE 96/2002. Il Sistema che ha preso avvio da allora conta attualmente 4 Sistemi Collettivi, di cui 1 specifico per le sorgenti luminose e 3 multifiliera. Tra questi Eco-systemes, con una quota del 72% del totale dei RAEE gestiti, è di gran lunga il sistema di riferimento a livello nazionale.

Morton. Il 1 luglio 2007 anche nel Regno Unito è entrata ufficialmente in vigore la normativa sui RAEE, dando avvio a un modello di gestione dei rifiuti elettrici ed elettronici che REPIC, collaborando attivamente con con Istituzioni, Municipalità, Produttori, Distributori ed operatori del trasporto e del trattamento, ha contribuito a definire. Oggi nel Regno Unito sono attivi 40 sistemi collettivi, ma si stima che questo numero sia destinato a crescere nel 2009.

Proviamo a dare qualche numero. Quante tonnellate di rifiuti hi-tech avete avviato al riciclo dall’inizio della vostra attività?

Brabant. Nel 2008 Eco-systemes ha trattato 200 mila delle 250 mila tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici avviate a riciclo in tutta la Francia. Parliamo di RAEE appartenenti a tutti i raggruppamenti, con l’unica eccezione delle sorgenti luminose, che non sono di nostra competenza.

Morton. Nel periodo che va da luglio a dicembre 2007, REPIC ha avviato al riciclo 100 mila tonnellate di rifiuti elettrici ed elettronici, oltre il 50% del totale nazionale.

Come sapete, in Italia non è ancora possibile per il consumatore conferire i RAEE nei punti vendita. Quale ruolo gioca, all’interno del sistema in cui operate, il comparto della Distribuzione?

Brabant. Fin da subito il mondo della Distribuzione ha giocato un ruolo attivo in Francia, soprattutto per due motivi. Innanzitutto molte catene, quali Expert, Auchan, Carrefour, distribuiscono prodotti a marchio proprio, e sono quindi a tutti gli effetti anche Produttori. In secondo luogo, ci si è resi conto che la raccolta dei RAEE presso i punti vendita consente di evitare che i rifiuti elettrici ed elettronici vengano intercettati da circuiti alternativi e non ufficiali, con gravi inefficienze economiche e danni ambientali.

Morton. Nel Regno Unito i Distributori contribuiscono economicamente alla creazione e all’adeguamento dei punti di raccolta comunali. In cambio, vengono esentati dall’obbligo di ritirare i RAEE conferiti dai consumatori.

Quali sono i vostri punti di forza e quali, invece, le criticità che Eco-systemes e REPIC sono chiamati ad affrontare?

Brabant. Uno dei nostri punti di forza è sicuramente il coinvolgimento diretto, dei Distributori. Eco-systemes copre, infatti, il 99% dei 6000 punti vendita presso cui i Consumatori possono consegnare i RAEE.

Per quanto riguarda le criticità, invece, la principale è sicuramente riconducibile ai bassi dati di raccolta, dovuti principalmente alla bassa consapevolezza dei Consumatori. Dei 14 kg di RAEE pro-capite prodotti ogni anno, se ne raccolgono soltanto 4 kg, mentre 10 vengono persi. È importante cooperare con le istituzioni per migliorare questo aspetto.

Morton. Come detto nel Regno Unito esistono 40 sistemi collettivi che si occupano dei RAEE. Nonostante questo numero, tuttavia, non si è sviluppata una reale competizione. L’assenza di criteri di assegnazione delle quote di RAEE ai vari Sistemi collettivi ha creato, infatti, una situazione in cui alcuni soggetti ritirano più rifiuti elettrici ed elettronici di quanto riescano a gestirne. Questo significa che i Sistemi Collettivi che riescono ad intercettare più RAEE, vendono la quota in eccesso ai soggetti più piccoli, a scapito dell’efficienza economica dell’intero processo.

Il Governo ha preso atto di questa inefficienza e ha in agenda la revisione della normativa a partire dal 2009.