Smontiamo l’elettrodomestico: lo scalda acqua
Quando alla fine del XIX secolo i primi modelli di calorimetri furono introdotti nelle case italiane ed europee pochi immaginavano che quell’invenzione sarebbe stata di primaria utilità nell’ambito delle mura domestiche.
Dalla vendita dei primi modelli lo sviluppo del calorimetro non ha conosciuto soste ed oggi il suo moderno parente, lo scalda acqua (comunemente conosciuto come scaldabagno), è ormai presente in tutte le abitazioni del nostro Paese.
Le ultime novità disponibili sul mercato presentano prodotti che utilizzano le tecnologie più moderne per ridurre al minimo il consumo di energia 1 e l’emissione di CO2 nell’atmosfera 2 , se non addirittura azzerarli, come nel caso degli scaldabagno ad energia solare.
I modelli attualmente più diffusi sono lo scaldabagno elettrico e lo scaldabagno a gas: in entrambi i casi il principio di funzionamento non si è allontanato molto da quello dei prototipi iniziali.
Nel caso dello scaldabagno, il funzionamento si basa sul principio di trasformazione dell'energia: l’energia elettrica alimenta una serpentina, o resistenza, che scalda l'acqua all'interno di un serbatoio; un termostato verifica la temperatura dell'acqua e regola l'accensione e lo spegnimento della serpentina, mantenendo sempre la temperatura all'interno di un range di 35-60°C. Il suo utilizzo si perfeziona poi miscelando l'acqua riscaldata con quella (fredda) presente nell'impianto idraulico a nostra disposizione.
Come per il principio fisico alla base del suo funzionamento, anche la struttura e le componenti dello scaldabagno non sono cambiate molto nel corso dei decenni. Ogni scaldabagno è infatti caratterizzato da un serbatoio in acciaio, alluminio e/o ghisa resistente alle elevate pressioni, una resistenza elettrica, un termostato tarabile e un termometro per il controllo della temperatura. L’ottimo isolamento termico è inoltre garantito dalla coibentazione in poliuretano che riviste il serbatoio.
Tutti i componenti sono poi assemblati su un piano facilmente smontabile. Questo non solo semplifica l’ispezione interna dello scaldabagno ma consente anche di ridurre al minimo l’intervento umano nelleattività di riciclo dell’apparecchiatura giunta a fine vita.
1 In media il 20% del nostro consumo di energia è destinato alla produzione di acqua calda.
2 Per ogni kwh (kilowatt ora) prodotto sono emessi nell’atmosfera 0,72 kg di CO2 (Fonte: Enel Spa).
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