Smontiamo l’elettrodomestico: il forno a microonde
L’evoluzione moderna dei primi forni a legna e dei più recenti forni elettrici o a gas: il forno a microonde rappresenta oggi uno degli ultimi arrivati nella vasta gamma degli elettrodomestici bianchi.
Dai primi modelli anni ’50 made in USA caratterizzati da design molto rigidi e funzionalità limitate di tempo ne è passato. Oggi il forno a microonde rappresenta forse uno degli elettrodomestici più versatili presenti in cucina per la molteplicità degli usi e la semplicità di utilizzo. Ha il pregio di accorciare i tempi di cottura e ben si presta agli attuali ritmi di vita.
Non a caso la schiera dei sui detrattori si è andata via via riducendo, e oggi sono veramente poche le cucine in cui non trova spazio una delle tante versioni, sempre più moderne e curate nei particolari, del forno a microonde.
Un prodotto che sta scalando le classifiche degli elettrodomestici più venduti, facendo così prevedere un numero di pezzi recuperati attraverso la raccolta differenziata sempre maggiore.
Purtroppo le dimensioni sempre più ridotte potrebbero indurre alcuni utenti a disfarsi in modo non corretto dei vecchi prodotti a fine vita insieme al resto dei rifiuti solidi urbani.
E’ invece importante raccogliere anche questa tipologia di rifiuti in modo differenziato.
In termini tecnici i forni a microonde presentano una struttura abbastanza semplice il cui cuore è costituito da un magnetron, magnete essenziale per il corretto funzionamento dell’elettrodomestico. A questo si aggiungono una componente meccanica, un motore elettrico legato al piatto girevole e alcuni condensatori.
La nuova normativa fa rientrare il forno a microonde all’interno del “raggruppamento due”, insieme al resto dei grandi elettrodomestici bianchi non freddo come lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi per la cottura, stufe elettriche, apparecchi elettrici per il riscaldamento.
Una soluzione logica, poichè il forno a microonde, una volta divenuto rifiuto, non si differenzia molto dal resto degli elettrodomestici bianchi a fine vita. Giunto all’impianto di trattamento viene tagliato il cavo elettrico, che segue un processo di riciclo ad hoc, e il vecchio forno a microonde è pronto per essere triturato.
Gli output di questo processo sono principalmente materiali non ferrosi, come allumino e rame, e plastiche varie, che possono essere facilmente reinserite nei processi produttivi.
Un elettrodomestico, dunque, che si rivela doppiamente utile: per preparare velocemente i nostri piatti e per il riutilizzo di materie prime una volta divenuto rifiuto.
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