Il “modello Ecodom” per la gestione dei RAEE
Tutto pronto per la partenza del nuovo sistema logistico e di trattamento dei grandi bianchi a fine vita. Un sofisticato sistema informativo e scrupolosi standard qualitativi i cardini del “modello Ecodom”.
4 milioni di frigoriferi, lavastoviglie, lavatrici, condizionatori e piani cottura. Questa una delle stime più attendibili sul numero di grandi elettrodomestici a fine vita che il consorzio Ecodom sarà chiamato a gestire annualmente su tutto il territorio nazionale.
Uno stock considerevole che, se confrontato con il resto dei rifiuti elettrici ed elettronici, rappresenta da solo oltre il 50% in peso di tutti i RAEE.
Questa previsione ha spinto sin da subito il management Ecodom a predisporre un modello logistico e di trattamento in grado di gestire tutti i rifiuti hi-tech di propria competenza in modo “eccellente dal punto di vista ambientale ed efficiente a livello economico”.
Negli ultimi due anni, in attesa della pubblicazione dei Decreti Ministeriali e in assenza di modelli di riferimento specializzati nella gestione e nel monitoraggio dei processi di raccolta dei rifiuti, Ecodom ha predisposto un innovativo sistema informativo capace di evadere le richieste di ritiro e di intervento provenienti dai punti di raccolta assegnati al Consorzio.
Per far questo è stata costituita una piattaforma web in grado di interagire in modo efficace con tutti gli addetti ai lavori coinvolti nella filiera logistica. I dati scambiati con questi ultimi consentiranno, inoltre, di seguire i RAEE passo dopo passo nei singoli spostamenti, dai punti di raccolta sino agli impianti di trattamento e, una volta arrivati a destinazione, di monitorare costantemente i quantitativi di materiali recuperati e quelli da avviare allo smaltimento.
Proprio gli impianti di trattamento e i partner logistici sono stati oggetto di un’attenta analisi da parte del consorzio Ecodom. A partire dai primi mesi del 2006, infatti, è stato avviato un processo di selezione degli oltre 150 operatori del settore rifiuti (impianti di trattamento per il freddo e altri bianchi, impianti di pre-trattamento e partner logistici) che avevano inizialmente risposto all’invito formulato dal Consorzio.
Un’attenta selezione basata su rigidi criteri qualitativi ha permesso di individuare 15 impianti per il trattamento dei grandi bianchi distribuiti su tutto il Paese. Ciascun impianto possiede le tecnologie e il know-how necessario per il raggiungimento degli obiettivi di recupero e smaltimento previsti dalla Normativa1 .
Un modello articolato, quello predisposto dal consorzio Ecodom, che attende la fine del regime transitorio per entrare finalmente nel vivo.
1 Per i grandi elettrodomestici la “percentuale di recupero deve essere pari almeno all’80% in peso medio per apparecchio e la percentuale di reimpiego e di riciclaggio di componenti, di materiali e di sostanze pari almeno al 75% in peso medio per apparecchio” (D.Lgs 151/05, Art.9). Per i piccoli elettrodomestici invece, le percentuali in peso medio per apparecchio si riducono rispettivamente al 70% per il recupero e al 50% per il reimpiego e il riciclaggio di componenti, materiali e sostanze.
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