Smontiamo l’elettrodomestico: la lavastoviglie
Tra i grandi elettrodomestici bianchi, la lavastoviglie rappresenta forse l’ultima arrivata, ma ha già conquistato un posto di tutto rispetto nell’universo degli elettrodomestici più utili. Nata per le attività di ristorazione e i grandi impianti ospedalieri, è stata introdotta nelle nostre abitazioni verso la fine degli anni ’70. Da quel momento non ha più smesso di crescere per evoluzione e distribuzione. Le sue dimensioni si sono ridotte, gli spazi ottimizzati, l’efficienza meccanica ed energetica migliorata. Questo le ha permesso di adattarsi alle esigenze sia dei nuclei familiari tradizionali sia dei nuovi utenti single in unità abitative ridotte.
Compatta e silenziosa, generalmente incassata nel mobiletto predisposto sotto il lavello, nasconde un cuore prezioso fatto di materie prime importanti: acciaio (anche zincato e inox), rame, plastica etc. Tutti i materiali che terminato il ciclo di vita del bene (circa 12 anni) tornano, con opportune metodologie di recupero, ad essere utilizzati come materie prime seconde.
Quando una lavastoviglie cessa di funzionare, così come un frigorifero o una lavatrice, diventa un Rifiuto da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) e inizia un percorso che, evitando la dispersione nell’ambiente dei preziosi materiali che la compongono, valorizza anche economicamente il bene giunto a fine vita. Raccolta presso le piazzole ecologiche viene inviata ad opportuni impianti di trattamento dove si procede alle diverse fasi di disassemblaggio e triturazione.
Lo schema costruttivo di una lavastoviglie è sostanzialmente semplice negli elementi costitutivi e non comporta, durante il trattamento, passaggi di particolare rischio ambientale: oltre ad una vasca realizzata quasi interamente in acciaio inox, si compone di un mobile composito nei materiali, uno sportello e un motore governato da una centralina elettronica.
Materiale |
Percentuale (%) |
Quantità (Kg)* |
Acciaio |
28 |
14 |
Acciaio zincato |
17 |
8,5 |
Acciaio inox |
17 |
8,5 |
Catrame |
12 |
6 |
Rame |
2 |
1 |
Plastica |
12 |
6 |
Gomma |
2 |
1 |
Legno e plastica |
6 |
3 |
Altro |
4 |
2 |
*
Peso medio per lavastoviglie pari a 50 Kg. Fonte: Linee guida APAT.
Al termine del processo di triturazione, il materiale in uscita si presenta come un insieme eterogeneo di:
- metalli ferrosi;
- metalli non ferrosi;
- catrame, plastiche e gomma.
Il processo si completa con l’adozione di tecnologie in grado di garantire un’ulteriore separazione di queste macro classi, ottenendo un grado di purezza dei singoli materiali tale da consentire il loro diretto reinserimento nel mercato come materia prima seconda.
I grandi elettrodomestici bianchi come le lavastoviglie rappresentano circa il 70% in peso di tutto il comparto RAEE. Si intuisce, quindi, come la gestione e il corretto trattamento degli elettrodomestici consenta di ridurre in maniera considerevole le importazioni di materiale e l’impatto ambientale del rifiuto. In questo senso i benefici economici e ambientali sono assicurati da una filiera coordinata ed efficiente e dal migliore know how degli operatori di settore. |