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RAEE: ennesima proroga. Italia fanalino di coda.

Spostato al 31 dicembre il termine ultimo per l’entrata in vigore della normativa sui RAEE. Inaccettabile il ritardo per i Sistemi Collettivi dei Produttori. A due anni dalla pubblicazione del Decreto 151 ancora molte le criticità da definire

Tre, il numero perfetto? Non per i rifiuti elettrici ed elettronici.

Il 28 giugno scorso, in occasione della riunione del Consiglio dei Ministri, è stato formalizzato ciò che per molti addetti ai lavori sembrava ormai inevitabile: terza proroga per l’entrata in vigore del Decreto 151. Tutto posticipato entro e non oltre il 31 dicembre 2007.

Le motivazioni? Sempre le stesse: la mancata emanazione di alcuni dei Decreti attuativi indispensabili per l’avvio del nuovo sistema di gestione dei rifiuti hi-tech previsto dalla Normativa nazionale.

A 2 anni dalla pubblicazione del D.Lgs. 151 (il prossimo 25 luglio si “festeggerà” il secondo anniversario), le certezze in merito all’entrata in vigore della Normativa sui RAEE sembrano essere poche: è una condizione inaccettabile per molti dei soggetti chiamati a svolgere un ruolo attivo nella gestione della “tecno-spazzatura”, in primis per i Sistemi Collettivi costituiti dai Produttori di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche.

Ufficializzata la terza proroga, Ecodom, di comune accordo con gli altri Sistemi Collettivi, ha espresso il proprio disappunto per il ritardo accumulato dal nostro Paese nel recepire la Direttiva Comunitaria 96/2002. Dalla pubblicazione del Decreto 151 ad oggi formalmente non è stato fatto nulla e l’assenza di alcuni fondamentali provvedimenti ministeriali non consente ai Produttori di adempiere agli obblighi di Legge previsti dal Decreto 151 stesso.

Uno stallo legislativo intollerabile che ha portato i Sistemi Collettivi a richiedere, attraverso l’organismo del Centro di Coordinamento che li rappresenta, un impegno concreto da parte di tutte le Istituzioni competenti, Ministero dell’Ambiente in primo luogo, perché si risolvano quanto prima le criticità più impellenti che al momento bloccano l’entrata in vigore della Normativa.

Una situazione paradossale che vede i Produttori, le Municipalità, gli Importatori e la Distribuzione condividere le medesime preoccupazioni in merito allo scenario normativo attuale. Esigenze differenti da parte dai singoli soggetti, unite dall’interesse comune per una partenza il più rapida possibile del nuovo sistema di gestione dei RAEE.

Ad oggi lo stato dell’arte vede il Decreto attuativo che istituisce il Registro Nazionale e il Centro di Coordinamento alle fasi conclusive di un iter legislativo più impegnativo del previsto. Ricevuta nel mese di maggio l’approvazione da parte della Conferenze Unificata, il Decreto è al momento al vaglio del Consiglio di Stato, cui dovrebbe seguire la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Il condizionale è ancora d’obbligo visto che, al momento, stabilire o individuare la data di pubblicazione del Decreto, e quindi di partenza del sistema, appare impresa difficile.

Alle tante incertezze si contrappone una sola certezza: con la terza proroga di fine giugno l’Italia diventa l’ultimo tra i Paesi UE ad applicare le direttive europee in materia di rifiuti elettrici ed elettronici. Il penultimo paese, l’Inghilterra, tra qualche critica e scetticismo sulla qualità del sistema realizzato, il primo luglio ha visto dare avvio alla raccolta differenziata della “tecno-spazzatura” secondo i dettami UE.

In Italia, invece, si dovrà aspettare ancora prima di cominciare a raccogliere quei 4 kg di rifiuti hi-tech procapite che, al momento, sembrano sempre più un miraggio estivo.