Scegliere “eco”, anche nel punto vendita
Elettrodomestici eco-compatibili ed eco-design. Non si parla d’altro. Ma cosa significa scegliere un prodotto “environment friendly”?
Prodotti elettronici a basso consumo energetico, scooter elettrici e shopper di carta riciclata. Esempi sempre più comuni di prodotti eco-sostenibili. Ma possiamo essere certi della loro eco-compatibilità oppure le etichette “ambientali” che spesso vediamo accompagnare i prodotti nei punti vendita sono solo un altro strumento di marketing?
“Gli ultimi anni hanno registrato un aumento diffuso dell’interesse da parte dei consumatori nei confronti di prodotti eco-sostenibili. Si comprano prodotti più sicuri e duraturi, riparabili e meno energivori”, commenta Carlo Vezzoli, responsabile dell’unità di ricerca design e innovazione di sistema per la sostenibilità presso il Dip. Indaco del Politecnico di Milano e co-autore di Design per la sostenibilità ambientale (ed. Zanichelli, 2007). “Un’attenzione maggiore anche da parte delle stesse case produttrici che hanno recepito e sviluppato le indicazioni provenienti dal mercato”.
Un interesse sempre più ampio, spesso non accompagnato da altrettanta chiarezza. Non è un caso che siano proliferati termini con “eco” prefissi: eco-sostenibilità, eco-design. Vocaboli non sempre sinonimi, ma con il denominatore comune della progettazione di prodotti a basso impatto ambientale in tutte le fasi del ciclo di vita del bene.
Un approccio integrato che valuta, attraverso un’attenta analisi, la “biografia” del prodotto in tutte le fasi: produzione, consumo e smaltimento (Life Cycle Assessment, LCA).
Afferma Vezzoli: “la valutazione e progettazione di un prodotto eco-sostenibile si basa su alcuni criteri quale l’utilizzo ridotto di risorse, l’impiego nelle fasi produttive di fonti energetiche rinnovabili e/o di materiali riciclabili, la durata nel tempo, la produzione in loco per evitare processi distributivi a forte impatto ambientale, la riflessione sul disassemblaggio e sulla separazione dei materiali già nelle fasi di progettazione del bene stesso”.
Un’attenzione all’ambiente a 360 gradi in cui però non si tralascia la funzionalità del prodotto stesso. “Scegliere “eco” non vuol dire rinunciare a tutto – continua Vezzoli - ma piuttosto garantire, se non addirittura superare, gli standard qualitativi dei singoli beni”.
Nel caso degli elettrodomestici, l’eco-compatibilità non si traduce solamente in bassi consumi energetici. I progressi della tecnica hanno consentito di sviluppare software in grado di personalizzare l’utilizzo degli apparecchi in funzione delle reali esigenze dell’utente finale. Un esempio? Programmi di lavaggio flessibili per lavatrici capaci di ottimizzare tempi, consumi idrici e detergenti impiegati.
Una ricerca continua, quella per la realizzazione di prodotti sempre più eco-compatibili, che vede l’Italia giocare un ruolo di primo piano nel panorama europeo. Un primato a cui contribuiscono anche le università italiane, promotrici di progetti di ricerca per la definizione di strumenti operativi che valutino la reale eco-compatibilità di un prodotto.
Per maggiori informazioni:
Carlo Vezzoli
Design e Innovazione di Sistema per la Sostenibilità
Politecnico di Milano - INDACO
carlo.vezzoli@polimi.it
www.design.polimi.it
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