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Sensibilizzazione ambientale e soluzioni sostenibili. L’impegno di Ecomondo nell’informazione e formazione.

Intervista a Luciano Morselli, Coordinatore e Responsabile scientifico di Ecomondo.

180 eventi previsti, molti dei quali a carattere scientifico con più di mille relatori, 60.000 visitatori, più di 1000 aziende partecipanti.
Sono questi i numeri di Ecomondo 2008, la fiera della sostenibilità ambientale che da 12 anni si tiene a Rimini. Un appuntamento che ad ogni edizione raccoglie sempre maggiori consensi da parte del mondo istituzionale e imprenditoriale.
Abbiamo chiesto al Prof. Luciano Morselli*, Coordinatore e Responsabile scientifico di Ecomondo, di spiegarci i motivi di questo successo.

Prof. Morselli, anche quest’anno Ecomondo ha in serbo per tutti i visitatori moltissimi appuntamenti e novità. Qual è l’impegno della Fiera nella sensibilizzazione e nella promozione di politiche e comportamenti virtuosi per la salvaguardia dell’ambiente?

Per sua tradizione Ecomondo raccoglie tutte le innovazioni tecnologiche che riguardano l’ambiente, dai rifiuti ai siti contaminati, dalle acque reflue alle emissioni gassose, al controllo ambientale, alle tecnologie per la produzione di energie sostenibili. Il nostro impegno è nel cogliere gli aspetti emergenti e le problematiche ambientali in senso globale e le specificità che il Paese, le Regioni o i territori manifestano nel contesto di riferimento europeo, promuovendo e dando voce alla cultura ambientale e a tutte le sue applicazioni, dalla corretta informazione alla formazione avanzata. Attraverso informazioni, aggiornamenti professionali, training per tecnici, eventi formativi per le scuole e i cittadini, Ecomondo offre tutti gli elementi per permettere alle aziende e alla collettività di intraprendere un percorso ambientalmente virtuos.

Istituzioni, Enti, aziende, esperti di settore e semplici cittadini. Ogni anno sono sempre di più i visitatori che si incontrano a Rimini per riflettere, informarsi e condividere esperienze, modelli e comportamenti sostenibili. L’ambiente è sempre più al centro delle nostre preoccupazioni?

Lo è sempre stato, ma nel percorso di questi 12 anni è cambiato l’approccio. Ormai parliamo di “Industrializzazione dell‘Ambiente”, nel senso di un passaggio epocale dallo spontaneismo – che grazie al lavoro delle associazioni ambientaliste ha permesso la diffusione dei concetti basilari della Sostenibilità - ad una vera e propria industria delle Migliori Tecniche Disponibili che comportano minor uso di energia e materie prime, minori impatti ambientali, maggiore attenzione al valore dei beni e servizi e alla sicurezza e salute dei cittadini.

Ecomondo è giunta alla 12° edizione. Come è cambiato negli anni il rapporto del mondo politico e imprenditoriale rispetto a tematiche quali il risparmio e l’efficienza energetica, la tutela ambientale e lo sviluppo sostenibile?

Ormai siamo nella stagione di una Europa dei Recuperi: un’economia per l’ambiente nei settori produttivi e nei servizi. Il vero motore è legato alle nuove norme che si evidenziano a livello europeo e nazionale. È qui che i politici giocano e devono continuare a giocare un ruolo importante, recependo in tempi brevi gli aspetti innovativi e dando corso, con azioni concrete, a strategie che blocchino sul nascere le emergenze che sempre più spesso il Paese di trova a fronteggiare.

Un riferimento particolare alla questione rifiuti?

Ovviamente. Un’”Europa del Recupero” dovrebbe portare, secondo una riaggiornata gerarchia, a nuovi obiettivi di raccolta differenziata – nell’ordine del 60-65% - all’applicazione di procedure dedicate al riuso dei beni prodotti e al recupero dei rifiuti con alte rese di riciclo e di efficienza energetica.

Quanto c’è ancora da fare in Italia affinché la filosofia che anima Ecomondo non resti circoscritta alla Fiera, ma divenga un fondamento dell’agire quotidiano di milioni di cittadini e imprese?

Innanzi tutto sono fondamentali una corretta informazione e formazione a tutti i livelli scolastici. Sensibilizzazione e responsabilizzazione sono, infatti, le basi per l’adozione di comportamenti ambientalmente sostenibili. Quest’anno, nello specifico, abbiamo deciso di puntare sulla “Cultura della Responsabilità”, per sottolineare l’esigenza, nell’affrontare le problematiche ambientali, di un approccio che sia etico e tecnologico allo stesso tempo.

* Luciano Morselli è Ordinario in Chimica dell’Ambiente e dei Beni Culturali e Presidente del Corso di Laurea in Tecnologie Chimiche per l’Ambiente e per la Gestione dei Rifiuti presso la Facoltà di Chimica Industriale, Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, Polo di Rimini.