Torna alla cover newsletter
  Inviaci i tuoi commenti

Educare all’ambiente: una sfida importante che parte dai giovani

Intervista a Vanessa Pallucchi, Presidente Legambiente Scuola e Formazione

Pannelli, schede, brochure e video informativi. Sono solo alcuni degli strumenti che supporteranno le lezioni di Tecno-Riciclo organizzate da Ecodom, insieme a Ecolamp e ReMedia, ad Ecomondo 2008.

Per la prima volta impegnati nell’educational, abbiamo chiesto a Vanessa Pallucchi, Presidente di Legambiente Scuola e Formazione, di spiegarci il rapporto tra i giovani e l’ambiente.

L’attenzione dei ragazzi alle grandi tematiche ambientali: quanto è sentito il problema?

La questione ambientale è ai primi posti per quanto attiene gli interessi dei ragazzi: ce lo dicono sondaggi, studi e quant’altro. Purtroppo spesso la crisi ambientale viene vissuta come uno degli elementi di angoscia ed instabilità per il futuro.

Quale ruolo rivestono, nella vostra esperienza, la sensibilizzazione e l’educazione ambientale nell’adozione di comportamenti virtuosi?

Attraverso l’educazione passa la costruzione del cambiamento degli stili di vita e dei comportamenti. Certamente è una sfida perchè il processo educativo è complesso. La semplice sensibilizzazione, infatti, non basta a formare una coscienza civica ed ecologica.

Esiste una chiave per destare la coscienza ambientale dei giovani?

Occorre entrare in contatto con i problemi che i ragazzi sentono vicini e reali. Parlare in astratto fa sembrare la questione ambientale inavvicinabile. È importante partire da problemi concreti, quindi, rispetto ai quali invitare i giovani a dare un loro contributo in quanto cittadini attivi e responsabili che si assumono in prima persona la responsabilità di contribuire a trovare una soluzione per migliorare la qualità della vita e dell’ambiente.

In considerazione dello stretto legame che i giovani hanno con la tecnologia e con i prodotti tecnologici, l’educazione alla raccolta differenziata dei rifiuti elettrici ed elettronici - cellulari, iPod, consolle, TV, frigoriferi ecc. - può contribuire a promuovere modelli virtuosi anche negli adulti?

Ecco, questo può essere un ottimo approccio, in quanto si propone loro di riflettere sui loro consumi in maniera critica e responsabile. Le nuove tecnologie sono strumenti utili ma che bisogna saper gestire adeguatamente, a cominciare dallo smaltimento. Per sviluppare un virtuosismo del genere sia nei ragazzi che negli adulti, occorre creare contesti di sviluppo di questo virtuosismo che vedono coinvolti scuola, enti territoriali, imprese, case produttrici di prodotti tecnologici. Non si può incentivare un consumo selvaggio e nello stesso tempo promuovere un consumo responsabile. Intorno a questo ci vorrebbe un patto educativo fra più soggetti, dentro al quale i cittadini si sentono coinvolti ed hanno un loro ruolo attivo.