Tecnologia e Logistica per l’eccellenza nel trattamento dei RAEE
di Duccio Bianchi, Direttore Ambiente Italia
Quanto è efficiente e sostenibile il processo di gestione dei RAEE in Italia?
Quale ruolo giocano tecnologia e logistica nell’attuazione di un modello eccellente di recupero e riciclo dei rifiuti elettrici ed elettronici in Italia?
Per rispondere a queste domande Ecodom ha commissionato all’Istituto di Ricerche Ambiente Italia uno studio che, partendo dall’analisi degli impatti ambientali del trasporto e del trattamento dei grandi elettrodomestici bianchi, evidenziasse il modello ottimale, dal punto di vista del bilancio energetico complessivo, di gestione dei RAEE dei raggruppamenti R1 e R2, di competenza di Ecodom.
Attualmente il trattamento dei RAEE è organizzato in maniera policentrica, con più centri di trattamento distribuiti sul territorio nazionale. Questa soluzione riduce la lunghezza dei trasporti dai Centri di Raccolta e, in maniera minore, i trasporti a riciclo o a discarica. Considerando i benefici ambientali che il corretto trattamento dei RAEE, in special modo degli elettrodomestici del raggruppamento “freddo”, può apportare, attraverso il recupero dei gas ozono lesivi (CFC o HCFC) e l’avvio a riciclo delle materie prime seconde, ci siamo chiesti se un altro modello di gestione logistica potesse aumentare i benefici ambientali del riciclo degli elettrodomestici.
Abbiamo così ipotizzato uno scenario in cui il trattamento dei RAEE venga concentrato nell’impianto “best practice” italiano, una soluzione che da un lato aumenta il fabbisogno di trasporto – nell’ipotesi gli elettrodomestici raccolti in tutta Italia verrebbero conferiti in un unico impianto – ma dall’altro massimizza la capacità di recupero.
Pur aumentando significativamente il numero di chilometri medi percorsi per il trasporto degli elettrodomestici dai Centri di Raccolta, la maggiore capacità di intercettare i CFC e HCFC del miglior impianto selezionato hanno permesso di ottenere vantaggi ambientali considerevoli. Lo scenario “concentrato” è risultato essere vantaggioso rispetto a quello “policentrico”, consentendo di incrementare la raccolta di CFC ed evitare l’immissione in atmosfera di un quantitativo ingente di CO2.
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