Modello di trattamento Ecodom

Circa 4 milioni tra frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, forni, cappe e scalda-acqua. Sono questi i volumi di elettrodomestici a fine vita che Ecodom è chiamato a gestire ogni anno: 90.000 tonnellate di ferro, rame, alluminio e plastiche varie che, se non trattate correttamente, finirebbero per riempire le discariche insieme ai rifiuti solidi urbani.
Per gestire simili quantitativi, pari a circa il 36% in peso di tutti i RAEE trattati in Italia, Ecodom si è dotato di uno specifico modello logistico e di trattamento ispirato a criteri di eccellenza ambientale ed efficienza economica.
Basato su un sofisticato sistema informativo, integrato con i dati provenienti da tutti i soggetti coinvolti nella gestione dei RAEE (Centri di Raccolta, operatori della logistica ed impianti di trattamento) e su scrupolosi standard qualitativi, il modello Ecodom consente la completa tracciabilità dei rifiuti hi-tech di competenza del Consorzio.


Il processo di trattamento

I RAEE ritirati presso i Centri di Raccolta sono trasportati ad appositi impianti di trattamento, dove viene effettuato un processo di trattamento basato su rigorosi standard qualitativi e ambientali. I vecchi elettrodomestici sono stoccati in ambienti protetti e “messi in sicurezza” attraverso la rimozione delle componenti pericolose per l’ambiente presenti al loro interno.

Per gli apparecchi della categoria “freddo”, come frigoriferi e congelatori, queste sono costituite principalmente dai gas ozono-lesivi (CFC e HCFC) contenuti nei circuiti refrigeranti e nelle schiume isolanti degli apparecchi di vecchia generazione.
La messa in sicurezza in questo caso avviene attraverso due fasi:

  • estrazione degli oli e dei gas CFC/HCFC dal circuito di raffreddamento;
  • smontaggio del compressore dalla carcassa dell’elettrodomestico.

Solo dopo questa prima fase di bonifica si procede con la triturazione dei RAEE, che avviene in ambiente ermetico per evitare la dispersione in atmosfera dei gas ozono-lesivi.

Per gli altri grandi elettrodomestici (lavatrici, lavastoviglie, cappe, ecc.), invece, il processo di riciclo è meno articolato. L’assenza di gas al loro interno permette a questi apparecchi di essere avviati alla triturazione anche in ambiente non ermetico, procedendo esclusivamente alla rimozione manuale delle componenti pericolose (come interruttori e condensatori) e dell’eventuale contrappeso di cemento.

Al termine del processo di frantumazione vengono effettuati la separazione dei materiali che compongono gli elettrodomestici (ferro, rame, alluminio e plastica) e lo smaltimento delle componenti non riciclabili (ad esempio il poliuretano).

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