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Sistema RAEE: Italia e Francia allo specchio

In un contesto di grande fermento - è in corso il processo di revisione della Direttiva europea - due Paesi a confronto sulla gestione dei RAEE.
Intervista doppia a Christian Brabant di Eco-systèmes e a Giorgio Arienti di Ecodom.


Brabant può inquadrarci Eco-systèmes, relativamente alla sua storia e alle sue specificità?
Si tratta del più importante Sistema Collettivo francese, nato nel 2005, al quale oggi aderiscono 35 fra Produttori (Indesit, Bosch-Siemens, Whirpool…) e grandi Distributori (Carrefour, Auchan, Darty, …) di elettrodomestici. Eco-systèmes gestisce tutte le tipologie di RAEE - non solo elettrodomestici, ma anche cellulari, computer, televisori - con la sola esclusione delle sorgenti luminose, per le quali è necessario un trattamento specifico.

Arienti,  Ecodom?
È il principale Sistema Collettivo italiano, fondato alla fine del 2004 e oggi costituito da 36 Produttori di elettrodomestici. Ecodom quindi, a differenza di Eco-systèmes, non ha fra i propri consorziati rappresentanti della distribuzione e si occupa esclusivamente del trattamento di RAEE come frigoriferi, condizionatori e scalda-acqua (appartenenti al Raggruppamento R1), lavatrici, lavastoviglie, forni e cappe (R2). Con una quota di mercato del 65%, gestisce il 40% in termini di peso di tutti i rifiuti elettrici ed elettronici raccolti in Italia.

Qual è il "peso" di Eco-systèmes in Francia?
Eco-systèmes è uno dei 4 Sistemi Collettivi presenti nel Paese: di questi uno è specializzato esclusivamente nel trattamento delle sorgenti luminose, gli altri due sono multi-categoria, come il nostro. Volendo dare due parametri: Eco-systèmes rappresenta una quota di mercato pari al 73,5% e su un totale di 9.155 centri di raccolta esistenti in Francia ne gestisce 7.482.

Quanti sono i Sistemi collettivi in Italia e quale la posizione di Ecodom all'interno del sistema?
In Italia i Sistemi Collettivi sono 15, diversi tra loro per dimensione (quota di mercato), forma giuridica e tipologia di RAEE trattati. Ecodom gestisce 2.124 isole ecologiche per R1 (sulle 2.839 esistenti in Italia) e 1.778 isole ecologiche per R2 (su un totale di 2.691).

È tempo di bilanci di fine anno. Quali gli obbiettivi di raccolta di Eco-systèmes per il 2009?
La previsione è di chiudere l'anno con 273.000 tonnellate di RAEE raccolti e una media di 5,7 kg per abitante. Va detto inoltre che il 7% della raccolta è costituito da elettrodomestici vecchi o mal funzionanti, donati dai consumatori a un’associazione di beneficenza. Questi elettrodomestici, dopo essere stati riparati, vengono venduti a un prezzo inferiore a persone con difficoltà economiche.

Quale in percentuale l'incremento della raccolta per Ecodom rispetto al 2008, che è stato il primo anno di operatività?
Ecodom chiuderà il 2009 con circa 75.000 tonnellate di RAEE riciclati: più del doppio del risultato del 2008 (30.000 tonnellate). La raccolta annua pro-capite oggi supera i 3 kg per abitante e ormai si approssima all’obiettivo dei 4 kg stabilito dalla normativa italiana. Risultati importanti certo, anche se va detto che in Svezia e Norvegia si raccolgono 15 kg per abitante. Fra le criticità del nostro Paese, va evidenziata, per esempio, la disomogeneità geografica della distribuzione delle isole ecologiche: al Nord è coperto il 90% della popolazione, al Centro circa il 70%, al Sud poco più del 50%. 

Un altro tema di stringente attualità in Italia, è l'entrata in vigore del decreto di semplificazione che consentirà il ritiro “uno contro uno”, cioè l’obbligo per il distributore di ritirare gratuitamente l’apparecchiatura non più funzionante quando il consumatore ne acquista una nuova. Qual è la situazione da voi?
In Francia è già così perché fin dall’inizio, dal 2006, per contrastare il più possibile l'intercettazione dei RAEE da parte di circuiti alternativi e non ufficiali (con pesanti danni ambientali), i negozianti francesi, unici in Europa, hanno giocato un ruolo fondamentale nella definizione della filiera dei RAEE. Questo non significa che non esistano criticità, anche da noi.

Quali per esempio?
Se uno dei nostri punti di forza è senz'altro il coinvolgimento diretto dei Distributori - Eco-systèmes copre il 99% dei punti vendita presso cui i Consumatori possono consegnare i RAEE - i dati di raccolta possono crescere ancora. Cooperare con le istituzioni resta un aspetto decisivo, ma deve maturare una nuova consapevolezza anche nei Consumatori.

Arienti, qual è la sua opinione sull'argomento?
Sono d'accordo, anche in Italia serve una maggiore coscienza nel cittadino-consumatore. Ma è altrettanto necessario facilitare i "comportamenti virtuosi". Il ritiro “uno contro uno” contribuirà senza dubbio ad aumentare in maniera significativa la raccolta dei RAEE, garantendo così un maggiore riciclo di materie prime e una minore dispersione di sostanze nocive in atmosfera.

Cosa garantisce in Francia la tutela degli interessi dei soli quattro sistemi collettivi e della pluralità dei soggetti coinvolti nella filiera dei RAEE?
Esiste una Commissione d’Intesa, formata dai rappresentanti di tutti i soggetti presenti nella filiera – Produttori, Distributori, Enti Comunali, Associazioni di Consumatori – che controlla l’operato dei Sistemi Collettivi dando indicazioni al Ministero dell’Ambiente in merito ad aspetti formali e sull'efficacia delle strategie e delle azioni messe in atto da ciascuno.

Quali gli organismi di controllo in Italia? Cosa manca perché il Sistema funzioni al meglio?
Un sistema multi-consortile come il nostro ha bisogno in primis di norme più chiare e di maggiori controlli, affinché sia garantita una libera e sana concorrenza. La concorrenza è “sana” solo se le “regole del gioco” sono chiare. Servono, per esempio, regole ben definite che stabiliscano le caratteristiche che deve avere un Sistema Collettivo e l'attribuzione esclusiva della gestione dei RAEE ai Sistemi Collettivi dei Produttori. Inoltre è necessario rafforzare l'obbligo per i Sistemi Collettivi di far parte del Centro di Coordinamento RAEE (per il quale si attende il Decreto di approvazione dello Statuto) e non è stato ancora nominato il nuovo Comitato di Vigilanza, che deve essere legittimato a operare nel pieno delle sue funzionalità. Il Sistema RAEE italiano è un sistema innovativo, al quale mancano tuttavia "finiture" decisive che ci auguriamo non tardino ancora.

9 dicembre 2009







 
 
 

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