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Crescere come Consorzio e come sistema

Non nascondo la soddisfazione mia e dell’intero Consiglio di Amministrazione di Ecodom per i risultati di quest'anno, che evidenziano un forte incremento delle quantità di RAEE riciclati dal Consorzio e il raggiungimento di nuovi traguardi in termini di qualità del trattamento.

Nel 2009 il Consorzio conta di arrivare a 76.000 tonnellate di rifiuti trattati, contro le 30.000 tonnellate del 2008, primo anno di operatività. Come si può vedere nel grafico, i RAEE trattati da Ecodom sono pari al 40% del totale gestito in Italia da tutti i Sistemi Collettivi. Dal punto di vista ambientale, questo significa 1.400.000 tonnellate di CO2 evitate nel 2009, contro le 500.000 tonnellate di CO2 del 2008: le emissioni evitate nel 2009 equivalgono al consumo annuo di un milione di automobili che hanno percorso mediamente 10.000 km ciascuna; per fare un altro esempio, questo quantitativo di CO2 è quello che verrebbe assorbito in un anno da un bosco grande quanto tutta la Liguria.


Al 30 novembre 2009 sono già state raccolte 40.200 tonnellate di RAEE del Raggruppamento R1 (frigoriferi, congelatori, climatizzatori e scalda-acqua) e 29.900 tonnellate del Raggruppamento R2 (lavatrici, lavastoviglie, forni, cappe), dalle quali si sono ricavate più di 50.000 tonnellate di ferro, 1.100 di rame, 1.800 di alluminio e 6.500 di plastica. L’impiego di queste materie prime seconde comporta inoltre un risparmio energetico di circa 149.000.000 kWh rispetto a quanto necessario per ottenere la stessa quantità di materie prime "vergini": rispettare l'ambiente significa non solo smaltire correttamente i rifiuti, ma anche "razionalizzare" il consumo delle materie prime.

Certo, la strada è ancora lunga: a fronte dei 15 kg di RAEE prodotti in media da ogni italiano, l’intero Sistema ne gestirà nel 2009 poco più di 3 (per un totale di circa 180.000/200.000 tonnellate a livello nazionale). La Commissione Europea stima che la media continentale di raccolta si attesti intorno agli 8 kg per abitante, e i Paesi più virtuosi (Svezia e Norvegia) già oggi ne raccolgono 15!

Il ritmo di crescita (nel 2008 eravamo a 2 kg per abitante, nel 2009 supereremo i 3) lascia però sperare che in breve tempo in Italia si raggiungerà il traguardo dei 4 kg per abitante fissato dalla normativa nazionale. E questo nonostante nel nostro Paese non sia ancora entrato in vigore l'obbligo per i negozianti di ritirare gratuitamente l'apparecchiatura non più funzionante quando il consumatore ne acquista una nuova equivalente.

Se si fa un confronto con la Francia, Paese molto simile al nostro per dimensioni e “cultura” e che però in tema di riciclo dei RAEE ha saputo già ottenere risultati migliori, si scopre che questi risultati dipendono in gran parte da una differente organizzazione della filiera dei RAEE (potete leggere, nella rubrica E-talk, la doppia intervista a Christian Brabant di Eco-Systèmes, il più importante Sistema Collettivo in Francia, e a Giorgio Arienti di Ecodom) e dall'applicazione già a partire dal 2006 dell’obbligo di ritiro "uno contro uno" da parte dei negozianti.

Per poter cogliere le opportunità di crescita che il nostro Paese ha davanti a sé e raggiungere i risultati degli altri Paesi Europei è certamente necessaria una maggiore consapevolezza ambientale da parte di tutti noi, in quanto cittadini. Ma è anche indispensabile un quadro normativo più definito: oltre all’emanazione del decreto di semplificazione degli adempimenti per la raccolta e trasporto dei RAEE da parte dei negozianti, che finalmente consenta l'applicazione anche in Italia del ritiro "uno contro uno", è opportuna la revisione del cosiddetto regime del “new waste”, che dovrebbe entrare in vigore dal 1° gennaio 2010 pur essendo tecnicamente inapplicabile e assolutamente inutile dal punto di vista ambientale (si veda in proposito l’approfondimento nella rubrica E-Focus), e non si può infine rinviare nuovamente l’avvio dei controlli (e delle relative sanzioni) sui Produttori che non partecipano al nuovo Sistema RAEE.

La suddivisione della responsabilità nella gestione dei RAEE tra più soggetti (Enti Locali, Distributori, Produttori) rende necessaria una collaborazione forte di tutti gli attori della filiera e un costante dialogo con il Governo: per questo da sempre auspichiamo l'apertura di un tavolo di confronto sui provvedimenti necessari a rendere il Sistema RAEE sempre più solido, efficiente e competitivo. 

Piero Moscatelli
Presidente Ecodom          
 

9 dicembre 2009







 
 
 

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