Ogni cittadino italiano genera circa 16 kg di RAEE all’anno. Un quantitativo in continua crescita, che in larga parte finisce ancora in discarica o ai lati delle strade, con gravi danni per l’ambiente.
Un trattamento non corretto dei RAEE, infatti, comporta, oltre al mancato riciclo delle materie prime come ferro, rame, alluminio e plastica, anche la dispersione nell’ambiente di sostanze pericolose.
Come spiegato in modo dettagliato nella sezione Raccolta e recupero materiali, l’intervento e la gestione di Ecodom consentono di:
-
riciclare le materie prime che costituiscono un vecchio elettrodomestico (fino all’80% in termini di peso), riducendo il flusso di rifiuti smaltiti in discarica;
-
recuperare energia attraverso la termovalorizzazione delle parti non riciclabili;
-
evitare la dispersione nell’ambiente di sostanze pericolose quali i clorofluorocarburi (CFC) e idroclorofluorocarburi (HCFC), gas ozono-lesivi presenti nei circuiti refrigeranti e nelle schiume isolanti dei frigoriferi, congelatori e condizionatori di vecchia generazione, ma anche dei condensatori, degli interruttori al mercurio e delle componenti cromate contenuti in gran parte degli elettrodomestici più comuni.
L’attività svolta dal Consorzio nel 2010 ha permesso di evitare*:
-
emissioni di CFC11 equivalente pari a circa 280 tonnellate;
-
l’immissione in atmosfera di circa 1.834.245 tonnellate di anidride carbonica (CO2), una quantità equivalente a quella che sarebbe assorbita in un anno da un bosco grande quanto l’intera provincia di Ancona;
-
il consumo di 2.280.606 GJ di energia, un valore che corrisponde ai consumi domestici di una popolazione di oltre 550mila abitanti, ovvero di due città come Verona e Catania messe insieme.
*rispetto ad una situazione teorica in cui Ecodom “non esiste”, ovvero i RAEE non sono raccolti in modo differenziato ma vengono trasportati e smaltiti in discarica, senza trattamento e/o recupero.